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Vestiamoci di Sardegna

Una delle tradizioni culturali più radicate nella nostra terra è sicuramente legata alla vestizione di donne, uomini e anche bambini con i tipici abiti sardi locali. 


Ogni zona/paese possiede il proprio corredo che si differenzia in qualcosa con quello degli altri paesi, divenendo così particolare ed unico nel suo genere. 

Anche Decimoputzu non poteva mancare in questo quadro storico-culturale e il nostro alieno ha infatti avuto modo di assistere alla vestizione di una ragazza con il tipico costume sardo di Decimoputzu.

Ecco ciò che ha appreso il nostro amico alieno! 

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Su Cossu 

Il corpetto

(o busto) è un bustino in broccato di vari colori che si indossa sulla camicia; può essere semplice o ornato sulle spalle con trine e passamanerie.

Gonna domenicale

Sa gunnedda 

(gonna) di indiana di vari colori o gonna in panno in panno scarlatto usato nei giorni festivi; queste gonne sono caratterizzate da vari colori e notevole ampiezza del tessuto con grinzitura in vita fatta a mano.

Sa Scuffia

una sorta di cuffia in raso rosso amaranto, raccoglie i capelli e fa da supporto agli altri copricapo, i quali vengo fermati con spille d’oro o d’argento.

Sa Camisa

La camicia è in tela di cotone a basso collo in pizzo ed ampie maniche impreziosite da una lavorazione effettuata con l’amido chiamata “a sonettu” (cioè a mantice di fisarmonica), i polsini delle quali presentano raffinati ricami o profili ad uncinetto.

Su Davantagliu de su domigu

Il grembiule si indossa sopra la gonna ed è 

a fantasie di vari colori in seta e varie stoffe. A partire dal 900 viene utilizzato anche nero ricamato a mano con disegni policromi. Per servire "su cumbidu" (l’invito ) veniva indossato il grembiule di colore bianco ricamato con le proprie iniziali.

Su Muncadori in pizzo e ricamau

è un fazzoletto in seta di vari colori che si assesta sul capo, i capelli sono raccolti, a loro volta, in un grande fazzoletto con disegni policromi sistemato a mo’ di turbante. 

Lavorato a mano, veniva indossato dalle signorine del ceto medio nei giorni di festa o matrimoni.

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